VIII Eco-guida di Greenpeace: 18 aziende cadono a picco sui nuovi criteri

30 Giugno 2008 | by admin |

Con l’introduzione di nuovi criteri di valutazione come l’impatto sui cambiamenti climatici e il rafforzamento di quelli gia’ esistenti, nell’ottava edizione dell’Ecoguida di Greenpeace ai prodotti elettronici tutte le 18 aziende classificate perdono punteggio, ottenendo una media di 5 punti su 10. Due le eccezioni: Sony Ericsson e Sony che superano di poco la meta’ del punteggio massimo.

Con il nuovo criterio dell’Eco-guida viene chiesto alle aziende di mostrare il loro impegno nella riduzione globale delle emissioni di gas a effetto serra, obbligatoria dopo Kyoto. Le aziende oltre che promuovere l’efficienza energetica dei loro prodotti, devono impegnarsi anche a ridurre le emissioni durante tutto il processo produttivo.

Oggi, il settore della Information and Communications Technology (ICT) detiene il 2 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra, le stesse prodotte dall’aviazione. Essendo una delle industrie piu’ innovative e in crescita esponenziale, Greenpeace si aspetta che il settore si assuma la leadership nel combattere il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle proprie emissioni di CO2 sia dirette che
indirette.

“I giganti dell’elettronica sono attenti alle loro performance ambientali, ma solo su alcuni aspetti, ignorandone altri di uguale importanza. Philips, per esempio, si posiziona bene sui criteri relativi a energia e chimica, mentre ottiene un punteggio pari a zero per quanto riguarda la gestione dei propri rifiuti non avendo un programma globale di recupero dei prodotti a fine vita” dichiara Vittoria Polidori, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace. “Philips potrebbe arrivare molto più in alto in classifica se accettasse di gestire i suoi prodotti a livello globale quando diventano rifiuti.”

Molte aziende ottengono un buon punteggio sull’efficienza energetica dei loro prodotti, fabbricati in linea con quanto previsto dagli standard Energy Star, un programma congiunto del Dipartimento Energia e Agenzia di Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti. I migliori in campo sono Sony Ericsson e Apple con tutti i modelli che rispettano, e talora addirittura superano, i requisiti previsti dall’Energy Star. Sony Ericsson si aggiudica il primo posto grazie al pieno punteggio sulla sua politica di gestione chimica. Tutti i nuovi modelli Sony Ericsson non hanno PVC e quelli gia’ in commercio a partire da gennaio scorso sono anche privi di antimonio, berillio e ftalati.

“Lo scopo di Greenpeace e’ di mostrare quale azienda voglia davvero diventare leader ambientale. Vogliamo vedere l’impegno delle multinazionali nel conformarsi a questi nuovi criteri: eliminare altre sostanze pericolose oltre il PVC e i ritardanti di fiamma, aumentare i materiali riciclati nei nuovi articoli e la percentuale di riciclo di quelli vecchi, infine ridurre l’impatto sul clima.” conclude Vittoria  Polidori.

Via | GreenPeace


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